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Un borgo di pietra che si è trasformato in un’opera d’arte: murales tra la storia

Sant'Angelo le FratteSant'Angelo le Fratte, in Basilicata foto: Sito Ufficiale del Comune - (odissee.it)

Tra murales, cantine scavate nella roccia e tradizioni secolari: arte, natura e spiritualità si intrecciano in un itinerario autentico

Un borgo dal fascino unico, noto come “il paese delle cantine”. Questo piccolo comune della provincia di Potenza, con una popolazione di circa 1.300 abitanti, continua a mantenere vive tradizioni e mestieri antichi, offrendo al visitatore un’esperienza culturale e paesaggistica ricca di storia e autenticità.

Passeggiando tra i vicoli del paese si incontrano numerose sculture marmoree e bronzee che rievocano scene di vita contadina e tradizionale. Nel 2017 è stata inaugurata una maestosa statua in pietra di san Michele Arcangelo, alta oltre sei metri, che sovrasta il borgo dalla località Croce, simbolo della forte devozione popolare.

Un borgo ricco di storia e tradizioni

 Nel cuore della Basilicata, ai piedi del Monte Carpineto, si trova Sant’Angelo le Fratte, che si distingue per il suo suggestivo centro storico, animato da circa 150 murales realizzati da artisti italiani e internazionali sin dal 1995. Queste opere d’arte raccontano la storia, gli usi e i costumi della comunità santangiolese, con un focus particolare sulla vendemmia e la produzione vinicola, che rappresentano una delle principali peculiarità del territorio. Il borgo fa parte della cosiddetta “Valle più dipinta d’Italia”, insieme a Satriano e Savoia di Lucania, confermandosi così una meta imperdibile per gli amanti dell’arte urbana e della cultura rurale.

Borgo colorato

Sant’Angelo le Fratte e i suoi murales foto: Facebook @Basilicata turistica – (odissee.it)

Dal punto di vista storico, Sant’Angelo le Fratte ha avuto un ruolo di primo piano tra il 1430 e il 1818, quando, a seguito della distruzione della vicina Satriano, divenne sede vescovile provvisoria grazie al vescovo Andrea da Venosa. Questa scelta contribuì significativamente allo sviluppo demografico, economico e culturale del borgo. Il nome stesso di Sant’Angelo le Fratte è oggetto di due ipotesi: la prima lega l’origine al nome latino “Castrum Sancti Angeli de Fratis”, mentre la seconda, più accreditata, si rifà alla devozione verso l’Arcangelo Michele, Patrono del paese, con “le Fratte” che deriverebbe dal verbo latino “frango”, a indicare la posizione del borgo sotto la spaccatura rocciosa del monte Carpineto.

Tra le attrazioni più suggestive da visitare a Sant’Angelo le Fratte spiccano senza dubbio le cantine ricavate nella roccia. Situate nella zona denominata “Cupa”, queste antiche costruzioni sono state tradizionalmente utilizzate per la conservazione di vino, formaggi e salumi. Oggi le cantine sono collegate da un percorso unico, che ogni anno a metà agosto ospita la rinomata manifestazione “Le Cantine Aperte di Sant’Angelo Le Fratte”, un evento che celebra non solo la tradizione enologica ma anche la cultura locale, attirando visitatori da tutta la regione e oltre.

Nel centro storico domina il Palazzo Galasso, edificio ottocentesco che ospita oggi il Municipio e la Pinacoteca Civica “Michele Antonio Saverio Cancro”, inaugurata nel 2017. La raccolta comprende ben 243 opere dell’artista locale, offrendo uno spaccato della produzione artistica santangiolese.

Un altro edificio di rilievo è la Villa Giachetti, situata nella contrada di Santa Maria di Fellana, con la sua cappella votiva e un ciclo di affreschi in stile rococò risalenti al XVIII secolo.

La Chiesa Madre, oggi dedicata a Santa Maria ad Nives, rappresenta un importante luogo di culto e di arte sacra. Ricostruita dopo il terremoto del 1694, conserva al suo interno un altare maggiore in legno dorato, un crocifisso del 1726 e diverse statue settecentesche, tra cui quella del Patrono san Michele Arcangelo. Di particolare pregio sono le tele raffiguranti la Madonna del Rosario e la Natività, attribuite al pittore lucano Giovanni De Gregorio, detto “Il Pietrafesa”. La storia religiosa della comunità è inoltre testimoniata da una campana del XVIII secolo conservata nel campanile, proveniente dall’antico convento dei Frati Minori.

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