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Stai progettando le vacanze per quest’anno? Ecco i posti da evitare: la “lista nera” del 2026

Città sconsigliate turistiI luoghi sconsigliati per il turismo nel 2026 - (odissee.it)

Mete celebri dove il turismo di massa minaccia ambiente e comunità locali, sollecitando scelte più responsabili per il 2026

Nel panorama del turismo globale, il 2026 si presenta come un anno in cui è fondamentale adottare scelte di viaggio più consapevoli, alla luce della nuova edizione della “No List” pubblicata da Fodor’s Travel. Questa selezione annuale non indica semplicemente destinazioni da evitare per motivi di sicurezza, ma mette in luce quei luoghi in cui il turismo eccessivo sta generando impatti ambientali, sociali ed economici significativi.

Tra le mete inserite nella lista figurano località di grande richiamo internazionale, ma che oggi affrontano sfide critiche legate alla sostenibilità e al rispetto delle comunità locali.

La “No List” 2026: un invito alla responsabilità nel turismo

La “No List” 2026 di Fodor’s Travel si propone come uno strumento etico volto a sensibilizzare i viaggiatori sui limiti che alcune destinazioni stanno ormai raggiungendo. Non si tratta di una lista nera in senso tradizionale, bensì di un appello a rallentare e a riflettere sulle conseguenze di un turismo spesso massificato. I criteri di selezione includono la pressione eccessiva sui residenti, i danni a ecosistemi fragili, la crisi delle infrastrutture, le carenze idriche e le tensioni sociali.

Città del Messico

Città del Messico, tra le mete sconsigliate nel 2026 – (odissee.it)

Particolarmente significativa è la presenza di Isola Sacra, quartiere costiero di Fiumicino, nella lista di Fodor’s per il 2026. Il progetto del nuovo porto turistico e crocieristico, promosso da Royal Caribbean e un fondo d’investimento britannico, prevede ormeggi per mille imbarcazioni e un molo per navi da oltre seimila passeggeri. A fronte di un potenziale incremento del turismo, le associazioni locali, come Italia Nostra Litorale Romano, esprimono forti preoccupazioni.

L’Antartide rappresenta un caso emblematico di una destinazione che, pur priva di insediamenti urbani, sta sperimentando un aumento vertiginoso dei visitatori: oltre 120.000 persone nel 2023-2024, con previsioni di raddoppio entro il 2033. Gli operatori del turismo responsabile, come IAATO, tentano di limitare l’impatto, ma la gestione complessiva resta complessa.

Nelle Isole Canarie, il turismo, che sostiene oltre un terzo del PIL locale, ha portato a un malcontento diffuso tra i residenti. La congestione stradale, l’insufficienza delle infrastrutture, la scarsità di acqua e l’aumento degli affitti brevi hanno generato tensioni sociali, con manifestazioni pubbliche e richieste di limiti più stringenti agli alloggi turistici.

Nel Glacier National Park del Montana, gli effetti del cambiamento climatico sono evidenti nella drastica riduzione dei ghiacciai, da 150 all’inizio del Novecento a soli 27 oggi. Questo fenomeno alimenta il cosiddetto “last chance tourism”, con flussi turistici concentrati nei mesi estivi che danneggiano ulteriormente l’ecosistema fragile.

Città del Messico è diventata un polo attrattivo per nomadi digitali e turisti benestanti, provocando una profonda gentrificazione in quartieri storici come Roma, Condesa e Polanco. L’aumento degli affitti e dei prezzi immobiliari sta spingendo fuori i residenti storici, con conseguenze sociali rilevanti.

Mombasa, principale città costiera del Kenya, vive una situazione di saturazione: il turismo balneare ha portato a un sovraccarico delle infrastrutture, accumulo di rifiuti e inquinamento marino. Le tensioni sociali legate alla disoccupazione giovanile si sommano alle difficoltà ambientali, mentre le autorità cercano di implementare norme e interventi strutturali ancora in fase di sviluppo.

A Montmartre, uno dei quartieri più iconici di Parigi, la pressione turistica supera gli undici milioni di visitatori l’anno. L’aumento di negozi e strutture dedicate al turismo ha marginalizzato i residenti e alterato l’identità locale. I lavori di pedonalizzazione, pur volti a migliorare l’area, sono percepiti come interventi pensati principalmente per attrarre visitatori.

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