Un luogo nascosto tra i boschi toscani custodisce una storia spirituale unica, capace di sorprendere chi cerca un viaggio diverso dal solito.
Ci sono luoghi che non si visitano soltanto, ma si attraversano interiormente. Posti in cui il paesaggio, la storia e il silenzio sembrano parlare la stessa lingua, lasciando una traccia profonda in chi arriva. Nel cuore della Toscana, lontano dai circuiti più affollati, esiste un borgo che da secoli accoglie pellegrini, viaggiatori e curiosi. Viene chiamato “la piccola Gerusalemme d’Italia”, ma questa definizione, per quanto suggestiva, non racconta fino in fondo ciò che si prova camminando tra i suoi boschi e le sue pietre antiche.
Un cammino spirituale nato tra i boschi della Valdelsa
Montaione emerge come un luogo sospeso nel tempo, immerso nella Valdelsa fiorentina e circondato da una fitta boscaglia che prepara lentamente all’incontro con la sua anima più profonda. È all’inizio del Cinquecento che questo borgo diventa teatro di un progetto spirituale senza precedenti in Toscana. I frati francescani arrivano qui in un’epoca in cui il pellegrinaggio in Terra Santa era un’impresa rischiosa, lunga e spesso impossibile. Tra loro c’è fra’ Tommaso da Firenze, monaco che aveva conosciuto direttamente i luoghi di Gerusalemme e che rimane affascinato dall’idea di portare quei luoghi sacri in Italia, rendendoli accessibili ai fedeli.
La scelta cade su un’area già carica di significato religioso, dove fin dal XIII secolo era attestata una chiesa dedicata a San Vivaldo. Qui prende forma il Sacro Monte di San Vivaldo, l’unico della Toscana, concepito come una vera e propria Gerusalemme in miniatura. Vengono costruite trentaquattro cappelle, ognuna pensata per ripercorrere i momenti della Passione di Cristo, in un dialogo continuo tra natura, architettura e fede. Sedici anni dopo, il riconoscimento ufficiale arriva con un Breve pontificale di papa Leone X, che concede l’indulgenza ai pellegrini che affrontano questo cammino nel bosco.
Oggi delle cappelle originarie ne restano tredici, ma il loro impatto resta potente. Le scene, realizzate con sculture in terracotta a grandezza naturale, coinvolgono il visitatore in modo diretto e quasi fisico. Non si osserva soltanto, si entra nel racconto evangelico, ci si trova accanto ai personaggi, si condivide il peso della salita al Calvario e il dramma della crocifissione. È un’esperienza che va oltre l’arte e tocca corde profonde, anche in chi non vive la fede in modo tradizionale.

Un cammino spirituale nato tra i boschi della Valdelsa – odissee.it – fonte instagram @simone_cerofolini
Il borgo di Montaione conserva intatta la sua struttura antica, con poche strade parallele che conducono alla chiesa di San Regolo, cuore spirituale del paese. Poco distante si trova la chiesa di San Vivaldo. Dove riposano le spoglie del beato che dà nome a questa terra, venerato da secoli dalla devozione popolare. Camminando tra gli edifici storici, come il Palazzo Pretorio, si scopre anche un lato inatteso del territorio. Capace di sorprendere con storie che vanno oltre il misticismo, come quella della balena fossile ritrovata nei dintorni.
Montaione resta così un luogo raro, dove spiritualità, arte e natura convivono senza forzature. Un viaggio che non promette risposte facili, ma lascia spazio a domande, emozioni e a quel silenzio che, ancora oggi, riesce a riempire cuore, mente e spirito.
La chiamano "la piccola Gerusalemme d'Italia": un viaggio mistico che riempie cuore, mente e spirito - odissee.it - fonte instagram @vacanza_magazine






