L’abbandono dei cani rappresenta una delle piaghe sociali e animaliste più drammatiche del nostro tempo. Ogni anno, migliaia di cani finiscono per strada o nei canili, spesso segnati da storie di dolore, speranza e rinascita. Le storie di cani abbandonati ci raccontano non solo di sofferenza ma anche di incredibili legami di fedeltà e amore, come nel caso di Pongo e Lily o di Miriel, due esempi emblematici che mettono in luce la realtà di questi animali e il ruolo fondamentale dell’adozione responsabile.
La fedeltà di Pongo e Lily: una storia di speranza e abbandono
Una delle vicende più toccanti riguarda Pongo e Lily, due cani abbandonati davanti a una casa in California che, nonostante il rifiuto della loro famiglia di tornare, hanno scelto di rimanere fedeli a quel luogo e l’uno all’altro. La fondatrice di Logan’s Legacy, Suzette Hall, ha raccontato a The Dodo come i due animali si seguissero lungo la strada per poi tornare nello stesso punto, rifiutando persino le offerte di aiuto e rifugio da parte dei vicini.
“Letteralmente, si seguivano lungo la strada e poi tornavano nello stesso punto,” ha dichiarato Suzette, sottolineando la profonda lealtà dei due cani non solo verso la famiglia che li aveva abbandonati, ma anche tra loro. Dopo diversi tentativi e la collaborazione con un’altra amante degli animali, Chloe Teixeira, Pongo e Lily sono stati catturati con una trappola per cani e accolti in case temporanee dove hanno potuto ricevere cure e affetto.
Questa storia ci ricorda quanto sia forte il legame degli animali con i loro affetti, anche quando questi si rivelano traditori, e come la solidarietà umana possa cambiare il destino di cani abbandonati e spaventati.
Miriel e l’abbandono in Italia: un viaggio dalla strada al cuore di una famiglia
In Italia, l’abbandono di animali è un fenomeno purtroppo diffuso, con migliaia di cani che ogni anno finiscono nei canili, spesso vittime di cucciolate indesiderate o di proprietari irresponsabili. La storia di Miriel, una cagnolina trovata gravida in un campo di pannelli solari nel Sud Italia, è emblematica di un problema che affligge molte regioni.
Miriel, ribattezzata inizialmente “Cristina dolce volpina” dai volontari del canile di Ginosa, rappresenta il destino di molti cani abbandonati: il rifiuto, la solitudine, la difficoltà di adattarsi a un nuovo ambiente. La sua storia è stata raccontata da chi l’ha adottata, che ha deciso di condividere il proprio percorso per sensibilizzare sull’importanza dell’adozione responsabile.
“Ogni anno migliaia di cani sono abbandonati o smarriti in Italia, il ché comporta l’ingresso della maggior parte di loro nei canili con i gravi problemi di benessere animale che ne conseguono,” spiega la sua adottante, sottolineando anche le difficoltà di risalire al passato degli animali recuperati. Nel caso di Miriel, la gravidanza e la nascita dei suoi sette cuccioli in un luogo isolato hanno probabilmente spinto i proprietari a lasciarla sola, facendo scattare l’allarme e portandola in canile.
La decisione di adottare Miriel è stata presa con molta consapevolezza e gradualità, dopo anni di esitazioni dovute a limitazioni di tempo, stile di vita e indipendenza economica. La volontaria del canile ha seguito l’intero iter dell’adozione, che comprendeva questionari e visite pre e post-affido, garantendo così un ambiente sicuro e compatibile per la cagnolina, anche in relazione alla convivenza con gatti.
Durante il primo incontro, l’impatto emotivo è stato forte, soprattutto per i familiari dell’adottante, che hanno potuto toccare con mano la realtà difficile dei canili italiani, spesso sovraffollati e rumorosi. Ma Miriel ha dimostrato subito la sua dolcezza e capacità di adattamento, anche se inizialmente non sapeva fare le scale, a dimostrazione della sua giovane età e della vita difficile vissuta.
L’adozione si è così trasformata in una storia di rinascita, con Miriel che ha cambiato nome e vita, diventando parte integrante di una famiglia che l’ha accolta con amore e dedizione.
L’importanza dell’adozione responsabile nelle storie di cani abbandonati
Le storie di Pongo, Lily e Miriel mettono in luce una realtà complessa: l’abbandono dei cani è un problema che necessita di interventi coordinati e di una maggiore sensibilizzazione sull’adozione responsabile. Questi racconti dimostrano anche come, nonostante il dolore e la sofferenza iniziali, sia possibile offrire un futuro migliore a questi animali attraverso l’impegno di associazioni, volontari e famiglie consapevoli.
In Italia, il fenomeno delle cucciolate indesiderate rimane una delle cause principali di abbandono. La libera circolazione dei cani senza controllo, soprattutto nelle zone rurali e del Sud, favorisce la riproduzione incontrollata e l’aumento del randagismo. Per questo motivo, campagne di sterilizzazione e programmi educativi sono fondamentali per ridurre il numero di animali abbandonati.
L’esperienza di chi ha vissuto l’adozione in prima persona, come nel caso di Miriel, è preziosa per comprendere le difficoltà e le gioie di accogliere un cane salvato dalla strada o dal canile. Si tratta di un percorso che richiede tempo, pazienza e amore, ma che può cambiare radicalmente la vita di un animale e di chi decide di aprirgli il proprio cuore e la propria casa.
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