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"Una spada confitta nel ventre"
Con quella "terribile spada confitta nel ventre", come avrebbe scritto nella sua analisi il comandante Giovanni Roncagli, il piroscafo rest๒ giorni e giorni con la poppa affondata e la prua che ancora emergeva totalmente dall'acqua, al punto che la nave sarebbe stata saccheggiata dagli sciacalli. Avrebbero potuto salvarsi tutti o quasi tutti, ma i momenti successivi allo schianto furono dominati dal panico e dal caos.