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Italiani, fratelli del bue
Non sapere l'inglese o peggio ancora essere analfabeti era per i nostri emigranti all'arrivo a Ellis Island, punto d'ingresso per il successivo viaggio attraverso l'America, un handicap gravissimo che, a partire da una certa data sarebbe diventato fatale. Basti leggere quanto scriveva Arthur Sweeny, in un articolo intitolato "Immigrati mentalmente inferiori - Test mentali per immigrati" sulla "North American Revue" del maggio 1922. Dopo aver definito gli immigrati italiani "catalogabili al gradino pių basso della scala" lo studioso stupido e razzista concludeva: "Non abbiamo spazio in questo paese per "l'uomo con la zappa", sporco della terra che scava e guidato da una mente minimamente superiore a quella del bue, di cui č
fratello".
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