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Veneto, dolore e spavento
La relazione del medico condotto Luigi Alpago Novello che aveva lavorato tra i contadini trevigiani nella seconda metà dell'Ottocento, all'epoca in cui fu scattata questa foto a una famiglia vicentina, toglie il respiro: "Gli individui di una famiglia di contadini sono valutati in ragione dell'utile che apportano. La morte di quelli che sono impotenti o poco adatti al lavoro o giacciono a letto da qualche tempo è un fatto che ha minore importanza e cagiona molte volte minor dolore della morte, non dirò di un grosso animale bovino, ma anche di una semplice pecora. (...) Se si ammala un bovino la famiglia si butta nella disperazione corre dal veterinario (se la cura è gratuita) o da un empirico ed eseguisce tutte le operazioni appuntino... Spesse volte si percorrono molti chilometri per chiamare il veterinario affinché venga a visitare un vitello "che ha poca voglia di mangiare"; si lasciano invece ammalarsi e morire i bambini senza far appello al medico o senza per lo meno eseguire le di lui prescrizioni".